Gioco di ruolo - gdr

il termine nasce nel 1934 da Jacob Levi Moreno per indicare un cambiamento di ruolo all’interno dello “psicodramma”, cioè una tecnica psicoterapeutica di gruppo che consiste nella rappresentazione scenica di esperienze personali e/o particolari conflitti come se si realizzasse una sorta di teatro della spontaneità.

Nel GDR la persona che mette in scena con l’aiuto di altri una propria storia, scambia durante la rappresentazione il suo ruolo con quello di un altro partecipante.

COS’E’ IL GDR LUDICO. Nel 1974 Gary e Dave Arneson crearono il primo GDR ludico “Dungeons &Dragons”, per ampliare l’esperienza di gioco di wargame (giochi di simulazione di guerra con l’utilizzo di miniature), limitati nella caratterizzazione e drammatizzazione dei personaggi.

Il GDR è un’esperienza di gruppo in cui il narratore (Dungeon Master) racconta una storia e gli altri assumono il ruolo dei vari personaggi. Il narratore ha quindi il compito di rendere verosimile un mondo immaginario, descrivendo l’ambiente e interpretando creature e personaggi fittizi.

D&D si basa principalmente su un’ambientazione fatasy anche se è possibile spaziare in qualunque scenario via via che il gruppo acquisisce esperienza. I giocatori interpretano ognuno un personaggio che ha caratteristiche differenti, indicate sulla scheda.

Concretamente, per realizzare una partita a un GDR sono necessari:un manuale con le regole e i riferimenti di un’ambientazione, le schede dei personaggi e i dadi con diverse facce ( che simulano la componente dovuta al caso).

Cosa Sviluppa L’immaginazione è un aspetto centrale, si parla di qualcosa che non c’è in una sorta di sogno ad occhi aperti condiviso. La recente ricerca sul cervello h evidenziato come nell’immaginazione si attivino aree per certi versi simili a quelle corrispettive che si attiverebbero in una situazione concreta. Immaginare qualcosa, quindi, non è una semplice attività astratta, ma permette una prima forma d’esperienza. Inoltre l’immaginazione ricopre anche un ruolo fondamentale nella salute fungendo da regolatore emozionale, poichè permette attraverso il pensiero di gestire le emozioni che agiscono sul gruppo.

L’interpretazione di un personaggio permette l’espressione di Sè in modi diversi da quelli abituali. Se s’interpreta, ad esempio, un marinaio scanzonato, questo personaggio può essere caratterialmente molto diverso dall’atteggiamento abituale del giocatore, ma in ogni caso il modo d’interpretarlo mette in evidenza delle parti del suo carattere. Questo favorisce l’integrazione di aspetti diversi della personalità, che nel giocatore possono essere presenti ma latenti, e non accettati per motivi sociali e/o educativi.

La cooperazione del gruppo di giocatori, che frequentemente è l’unico modo per superare una determinata situazione proposta dal narratore, fa sperimentare una modalità di gioco in cuoi si vince o si perde tutti insieme, cosa poco frequente nei giochi occidentali, in cui spesso si vince quando l’altro perde.

Cooperare permette di confrontarsi con gli altri in modo costruttivo e affina le capacità di realizzare un’attività di squadra. I personaggi che possono essere generati in un’ambientazione fantasy sono molto diversi tra loro: nel gioco fantasy si va dall’elfo al nano al mezz’orco , con ruoli diversi mago curatore guerriero ranger etc;

Dal momento che per risolvere le situazioni presentate dal DM i personaggi dovranno cooperare tra loro, avviene una valorizzazione delle diverse caratteristiche di tutti quanti . Non si ha un personaggio migliore ma l’accento è posto sulla sinergia che si crea all’interno del gruppo.

Ecco alcuni benefici che sviluppano i ragazzi

  • Benefici: sviluppala la curiosità, la fantasia, lo spirito di iniziativa, stimola le abilità e le attitudini cognitive di dialogo, comunicazione e mediazione, rafforzare lo spirito di squadra, la cooperazione, il rispetto delle regole e favorisce il lavoro di gruppo,
  • Cosa imparererai: i valori del gioco di ruolo, entrerai nel magico mondo del fantasy e dell’immaginario collettivo
  • Caratteristiche del percorso: momento di grande confronto educativo multidisciplinare basato sul problem solving
  • Quali problemi risolve: supera la competizione individuale ponendo l’accento sulla collaborazione di squadra: Da soli si va veloce insieme si va lontano.

Master: Davide Bartenor

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